DI PROGETTI SI MUORE? 1/3 notizia del 31/05/2007
di Giovanni Moretti
Università di Cagliari, Facoltà di Scienze della Formazione
(Sintesi intervento – Convegno MCE Sardegna, 20 Aprile 2007 Oristano)
Non si muore, tuttavia …
No, possiamo affermare, tranquillamente, che di progetti non si muore.
Invece, si può rischiare di morire di inedia, di immobilismo, di apatia, di comportamenti ripetitivi, stereotipati e automatici. Di progetti non si muore, su questo aspetto possiamo tutti concordare, e starcene sereni! Tuttavia è bene rammentare che la cultura della progettazione non ha nulla a che vedere con il mercantilismo dei progetti, oggi sempre più diffuso e di moda.
Il processo di costruzione dell’autonomia scolastica - che a sua volta si realizza dentro un tessuto più ampio di autonomie regionali e territoriali - ha estremamente bisogno di cultura della progettazione, ma attualmente è appesantito dal “mercantilismo dei progetti” e dal progetto inteso come esibizione, apparenza, ricerca del consenso, autocompiacimento, ecc.
La cultura della progettazione
La cultura della progettazione è a monte di ogni singolo progetto, anticipa i modi in cui ogni singola azione, educativa e didattica, si potrà connettere con quelle condotte da altri soggetti, contaminandosi con esse, arricchendosi. Un coerente e chiaro Sistema nazionale di istruzione e formazione - oggi assente -, indubbiamente, potrebbe aiutare le Istituzioni scolastiche autonome a sviluppare la loro cultura della progettazione, ma da esse solamente e non da altri, ne dipende l’effettiva maturazione, che si realizza localmente, in azione, valorizzando tutte le risorse umane e professionali disponibili. L’autonomia scolastica, intesa come assunzione di responsabilità e capacità di dare risposte ai bisogni educativi di uno specifico territorio, richiede una cultura della progettazione partecipata e condivisa.
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